Ci sono coltelli che mi piacciono fin dal primo sguardo. Il Kizer Finch è uno di questi. Un design che cattura lo sguardo, un abbinamento di materiali ben studiato e un formato compatto che invoglia a prenderlo in mano. E, proprio così, una volta in mano, il suo fascino continua a esercitare il suo effetto!
In questa versione 1134A1 (che chiaramente preferisco), il G10 nero e il legno di Mkuruti si dividono il manico, mentre la lama in acciaio inossidabile laminato a tre strati completa un insieme particolarmente curato. Il tutto ha carattere, senza essere eccessivo. Mi piace davvero molto questo risultato estetico.
Ma un bel coltellino a lama fissa deve anche stare bene in mano. Su questo punto, il Finch mi convince pienamente nonostante le mie mani siano di taglia L/XL: l’impugnatura è intuitiva, le dita trovano naturalmente la loro posizione e il coltello sembra subito familiare. Compatto, certo, ma con un manico che fa venire voglia di usarlo.
In termini di destinazione d’uso, lo colloco a metà strada tra l’EDC e l’autodifesa, con tutto ciò che ciò implica in termini di semplicità e intuitività per un coltello a lama fissa. In poche parole, un piccolo compagno dalle linee ben studiate, il cui interesse va ben oltre l’aspetto esteriore.
Anche il fodero merita un paragrafo a sé stante; il Kydex con finitura carbonio è perfettamente su misura e riflette la cura dedicata al coltello. In un coltello a lama fissa destinato all’uso quotidiano, il fodero è parte integrante dell’esperienza: un buon coltello accompagnato da un fodero approssimativo perde rapidamente di interesse e rischia di finire nel cassetto. In questo caso, i due si abbinano perfettamente e sono stati realizzati con cura.
Questa attenzione si nota del resto fin dall’apertura della confezione. La scatola nera è accompagnata da un imballaggio esterno grigio, sul quale il nome KIZER è riportato a caratteri grandi e in bianco. La presentazione è sobria, riconoscibile e coerente con l’immagine del marchio. Viene fornita anche una piccola salvietta per la pulizia. Ovviamente non è questa a determinare la qualità del coltello, ma contribuisce a dare l’impressione di un prodotto presentato con cura, fin nei minimi dettagli.
L’unica cosa che potrei rimpiangere è la quantità di rifiuti generata da questo imballaggio. Apprezzo una bella presentazione, ma mi piacerebbe anche percepire un vero impegno nella riduzione dei materiali e degli elementi da smaltire. Proteggere il coltello e offrire un’esperienza piacevole al momento dell’apertura sono obiettivi legittimi; cercare di raggiungerli con meno imballaggio mi sembrerebbe un’evoluzione benvenuta. L’attenzione alla coerenza del marchio trarrebbe ulteriore vantaggio dall’integrare maggiormente questo aspetto.
Resta il prezzo: lo considero molto contenuto rispetto a questa presentazione e alla qualità percepita dell’insieme. È anche questo che mi piace di questo Finch: ci si può concedere il piacere di un coltello originale e ben rifinito senza dover sostenere una spesa eccessiva.
Un piccolo coltello fisso che sono felice di avere nel catalogo di Tellknives... e ogni tanto anche alla mia cintura!
